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Lago di Fondi

Lago costiero situato nel territorio del comune di Fondi e Monte San Biagio. Ha una forma falciforme, con gli apici rivolti verso il mare, da cui dista qualche chilometro. Ha una profondità media di 9,1 m, con punte di oltre 21 m e fino a picchi di 30 m. Dal 2006 fa parte del Monumento Naturale Lago di Fondi istituito dalla Regione Lazio. E’ il più grande dei laghi costieri del Lazio con una superficie di circa 4,5 Kmq ed un perimetro di circa 27 Km. Nonostante la forte pressione antropica, questo stagno salmastro conserva ancora un patrimonio naturale la cui importanza è stata confermata dai risultati dell'indagine sulla sua avifauna, fino ad ora poco conosciuta. Il censimento dell'avifauna, che per caratteristiche biologiche costituisce un valido indicatore della qualità ambientale, ha portato alla individuazione di 73 specie (di cui il 40% d’interesse comunitario e conservazionistico) offrendo nel contempo l'occasione per riesaminare il biotopo nelle sue diverse componenti ecologiche. L'area è interessata da una vegetazione erbacea ed arbustiva. Intorno al lago è presente un ampio canneto che contribuisce a rendere l'ambiente tipicamente palustre.  Nel lago sono presenti 16 specie di pesci, alcuni tipici di acqua dolce e altri di acqua salata e salmastra. Infatti, comunicando con il mare tramite i canali di Santa Anastasia e di Canneto e seguendo i flussi della marea si ha una alternanza di acque dolci che defluiscono verso il mare e di acqua salata che affluisce nel bacino. Ciò comporta la presenza nel lago di pesci come lo Spinarello, la Carpa e la Tinca e di pesci tipicamente marini quali il Cefalo “Calamita” e la Spigola. Degne di nota sono le numerose specie di orchidee selvatiche (più di 20) quali per esempio "Anacamptis pyramidalis", "Ophrys tenthredinifera", e "Ophrys panormitana".   In autunno fiorisce la Mandragora, erba velenosa, alla cui radice anticamente venivano attribuite virtù magiche e proprietà afrodisiache. La fauna è quella tipica delle aree rurali ( Lepre,  Volpe, Barbagianni, Falco grillaio) e delle zone umide (Rana verde, Biscia dal collare, Usignolo di fiume, Tuffetto, Gallinella d'acqua). Numerose le specie di farfalle tra le quali le più interessanti sono "Gegenes pumilio" e "Gegenes nostrodamus".

Avifauna

Per la varietà degli habitat presenti e per l’elevata diversità biotica sono presenti numerose specie di uccelli tra le quali spiccano:
Aythya nyroca
Ixobrychus minutus
Circus aeruginosus
Sterna sandvicensis
Alcedo attis
Phalacrocorax carbo sinensis

Eventi/manifestazioni/appuntamenti

Sagra della Calamita del Lago di Fondi, II^ settimana di settembre.

Emergenze vegetazionali

Il Lago di Fondi risulta caratterizzato dalla presenza di 4 habitat relativi a fisionomie vegetazionali degli ambienti lacustri e ripari: laghi eutrofici con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition, Canneti e cariceti interdunari, praterie umide mediterranee con piante erbacee alte del Molinio-Holoschoenion, Bordure erbacee alte di corsi d’acqua e aree boscate. Tra le specie di particolare interesse è presente la Kosteletzkya pentacarpos nonché la Caltha palustris, Hibiscus palustris, Hippurius vulgaris, Ipomea sagittata, Lupinus luteus, Nymphaea alba, Nymphoides peltata, Orchis palustris, Osmunda regalis, Salvinia natans, Sparganium emersum, Vitex agnus-castrus.

Storia/aspetti culturali/tradizionali

Attraversando la piana di Fondi e Monte San Biagio lungo l’antico tracciato della Via Appia, tra resti monumentali ricchi di storia, si giunge al lago di Fondi, con i caratteristici barchini adibiti alla pesca della “Calamita”, una qualità di cefalo tipico di questa zona. Il Lago è luogo vivo di storie e tradizioni, di sapori, di cucina, dalla zuppa di pesce, alle rane fritte, alle linguine al sugo di calamita. Ma è anche un luogo dove rivivono le memorie di quei contadini  che hanno lottato contro le acque per bonificare la zona e rendere coltivabili gli acquitrini. La lotta dell’uomo contro la natura in queste zone ancora prosegue quotidianamente fino a divenire tradizione e retaggio culturale. Qui gli antichi romani avevano le loro ville e amavano trascorrervi i mesi più caldi. Qui riecheggiano le antiche gesta dei briganti che assalivano paesi e carovane trovando rifugio tra i monti con il loro bottino. Qui sono state scritte pagine importanti e tragiche della formazione del Regno d’Italia. Siamo in una antica terra di confine tra lo stato Pontificio e quello Borbonico come testimoniano ancora oggi la Portella, sul versante sud, e Torre Epitaffio, a nord sulla antica via verso Roma, imponenti edifici monumentali che sopravvivono ostinatamente all’oblio della storia. 

Emergenze artistiche

Presenti beni architettonici e archeologici sottoposti a tutela: Torre Portella, Torre Epitaffio, Mausoleo dell’imperatore Galba e Villa di Galba.

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 24 agosto 2007 )